Da baratro etico e istituzionale a possibilità di trasformare le debolezze in azione collettiva
[Emiliano Morrone]
La notizia dell’inchiesta su Cotronei ha suscitato un clamore immediato perché collega il piccolo comune della Sila alla storia di una star mondiale della musica, Steven Tyler. L’effetto mediatico nasce dal contrasto tra la dimensione locale e l’eco planetaria di un nome della musica internazionale: Tyler, nipote di Giovanni Tallarico, originario proprio di Cotronei. La vicenda, che coinvolge ex e attuali amministratori comunali e funzionari del municipio, con ipotesi gravi tra cui appalti irregolari, pressioni indebite e presunto voto di scambio, sembra allo stato rovesciare un potenziale racconto di rinascita culturale, soffocato da errori politici in ambito locale e pure regionale.
Se le accuse della Procura risultassero fondate, ne deriverebbe un’immagine devastante. Se vi fosse stato un consenso costruito attraverso promesse, utilità e rapporti informali, un’intera classe politica verrebbe condannata sul piano politico all’inattendibilità, il che solleverebbe interrogativi pesanti sulla comunità che negli anni l’ha sostenuta. Detto scenario richiamerebbe il monito del compianto professore Federico Stella, avvocato di punta anche all’epoca di Tangentopoli, sull’esistenza di una soglia oltre la quale una società smarrisce i propri anticorpi morali e precipita in un “baratro etico e istituzionale”. Una simile lettura alimenterebbe la rappresentazione di una Calabria incapace di indirizzare positivamente il proprio futuro, vincolata a un destino di arretratezza amministrativa e culturale e nello specifico con l’ennesimo tassello utile a rinforzare stereotipi che persistono da decenni.
Le carte dell’inchiesta, tuttavia, delineano un quadro meno lineare. La ricostruzione accusatoria contiene passaggi che risultano contraddittori. Il principale accusatore risulta indagato per minacce, tentativi di pressione sull’amministrazione e comportamenti aggressivi collegati all’affidamento dei libri scolastici. La querela del Comune nei suoi riguardi è del 7 settembre 2024 e precede le dichiarazioni che hanno dato avvio al filone sul presunto voto di scambio. I ruoli appaiono mobili, con figure presentate come vittime che emergono anche come possibili artefici di atti tesi a condizionare l’ente locale. Inoltre, la dinamica del consenso elettorale, per come riassunta, importerebbe coerenze temporali e materiali che, alla luce degli atti disponibili, sembrano caratterizzate da punti deboli. Il quadro investigativo pare contrassegnato da tensioni narrative che invitano alla prudenza e alla verifica. Soprattutto nelle conclusioni. Non va dimenticato, in ogni caso, che le indagini preliminari servono a raccogliere meri indizi e che le prove si formano sempre dentro il processo, in dibattimento.
Intanto, la vicenda si è diffusa all’esterno con l’immagine di un territorio che brucia le proprie risorse materiali e simboliche. Osservatori e commentatori hanno sostenuto che Cotronei avrebbe perso l’occasione di consolidare un rapporto stabile con Steven Tyler attraverso il progetto del museo dedicato alla star. L’impressione prevalente è quella di una comunità che non valorizza le proprie potenzialità e si lascia travolgere da conflitti interni, in pieno stile calabrese. Tuttavia anche questa rappresentazione contiene degli errori. Il nuovo “Borgo del Rock” – espressione amministrativa per la verità carica di suggestioni – è prossimo alla conclusione e il finanziamento pubblico non è dunque andato disperso. L’errore più evidente riguarda la scelta di non collocare la struttura a Palazzo Bevilacqua, luogo centrale nella genealogia di Tyler e carico di un valore simbolico capace di produrre forte attrazione culturale. La visita di Tyler a Cotronei, avvenuta più di 10 anni addietro, non ha prodotto un percorso partecipato e l’odierno silenzio dell’artista lascia incompiuta una relazione che avrebbe potuto prendere una forma diversa, cioè visibile e concreta.
Ora l’obiettivo consiste nel capire se Cotronei potrà trasformare questa vicenda in occasione di rilancio morale e culturale. La politica deve assumere al riguardo un ruolo attivo, con maggioranza e opposizione impegnate nella definizione di un progetto serio e condiviso. Il sindaco Antonio Ammirati ha già scritto a Steven Tyler, anticipando l’intenzione di invitarlo alla cerimonia pubblica per la futura, pare imminente, acquisizione gratuita di Palazzo Bevilacqua. È un segnale importante, perché mira a rendere un luogo identitario al paese, a creare un centro dedicato alla musica e alla memoria, a irrobustire un legame che oggi il mondo intero conosce. Milioni di persone sanno che Cotronei appartiene alla storia familiare di Tyler, sicché questa notorietà può tradursi in valore reale e assieme potente.
Il Mezzogiorno patisce spesso narrazioni che lo descrivono come marginale e destinato all’insuccesso. In molti casi queste rappresentazioni prendono forma all’interno delle stesse comunità locali, anche come una specie di rassegnazione culturale. Ma tutta Cotronei può invertire questo schema e diventare un esempio di rigenerazione civile, se la giustizia proseguirà il suo corso e in parallelo la società locale avvierà un lavoro di ricomposizione. Palazzo Bevilacqua, il legame con Steven Tyler, il “Borgo del Rock” e il patrimonio simbolico alimentato da questa vicenda costituiscono una base da cui ripartire. Cotronei ha l’occasione di dimostrare che esiste un’altra Calabria, in grado di trasformare le sue debolezze, intanto di mentalità, in azione collettiva e di sottrarsi alle semplificazioni che il Paese, inteso come Italia, ripete da troppi anni.
da: Cotroneinforma n 152/2025







