Una brutta storia della “Città del rock” e della “Steven Tyler’s Museum”
[Pino Fabiano]
Una famiglia di musicisti
Non potevamo aprire il giornale diversamente, anche perché ci sentiamo fortemente interessati alle vicende della “Città del rock” e dello “Steven Tyler’s Museum”.
La ragione principale potrebbe essere riconducibile al fatto che siamo stati i primi a scoprire le origini cotronellare di Steven Tyler, al secolo Stefano Tallarico, con il numero 63 di Cotroneinforma del giugno 2001, e qualche anno prima raccontando dei Tallarico Brothers grazie al materiale che Nicola Cortese ci aveva inviato dall’Argentina.
Ma potrebbe anche essere un’altra la ragione principale, ovvero il nostro forte legame con questa piccola comunità di Cotronei che oggi si ritrova al pubblico ludibrio, appunto per la questione del leader degli Aerosmith.
Ma andiamo con ordine ripercorrendo le tappe più significative di questa vicenda.
Nel settembre 2018 l’ex sindaco Nicola Belcastro diede notizia del finanziamento per realizzare il Borgo della musica rock Steven Tyler, un progetto che metteva insieme, nel palazzo Bevilacqua, l’albergo diffuso e il polo culturale e artistico-musicale. Nello specifico, ai piani superiori l’albergo diffuso, mentre il piano terra e il primo piano gli spazi dedicati a un moderno museo musicale, una sala prove e un centro culturale per ospitare eventi legati alla musica. All’interno del museo anche l’esposizione, in modo permanente, di strumenti e cimeli di Steven Tyler.
Il palazzo Bevilacqua è ubicato nel centro storico Gria, direttamente connesso alla memoria della famiglia di Steven. Infatti, nell’ultimo decennio dell’Ottocento, Giovanni Tallarico, il nonno di Steven, eccelso musicista e diplomato in mandolino al Reale Conservatorio di Napoli, sposò Fortunata Trocino, chiamata in paese la “segretaria”, vedova di un ex maresciallo dei carabinieri, che abitava nel palazzo Bevilacqua e che lo stesso defunto marito le aveva lasciato in eredità. Nel 1896 Giovanni Tallarico decise di emigrare in America; successivamente lo raggiunsero anche la moglie, e i fratelli Francesco, Pasquale e la sorella Maria Grazia: tutti musicisti che si fecero conoscere in fretta nel continente americano.
In una nota stampa newyorkese del settembre 1903 si declamavano le doti di Pasquale Tallarico, undicenne prodigio al pianoforte; come del fratello quindicenne Francesco, virtuoso del mandolino e spinto anche a studiare il violino. Con il fratello maggiore e maestro Giovanni, che con i suoi studi a Napoli poteva vantare eccellenti referenze, formavano la Tallarico’s Orchestras per incantare nei concerti con le esecuzioni di Mozart, Beethoven, Chopin. Insomma, i Tallarico Brothers si erano ritagliati un pezzo di notorietà nella “Grande mela” d’inizio Novecento.
Una storia sbagliata del Borgo della musica rock
Ritorniamo al Borgo della musica rock, con un progetto già bello e pronto realizzato dalla IA+ srl di Bologna con project manager l’ingegnere Rosario Miletta di Cotronei, condiviso in pieno dallo stesso Steven e dell’associazione che porta il suo nome, presieduta dall’avvocato Nino Grassi, discendente della famiglia Tallarico.
Nel dicembre 2020, la Regione Calabria finanzia il progetto mettendo sul piatto un milione e 300mila euro.
Da questo momento in poi, anziché perseguire un percorso tracciato e condiviso sia dall’associazione locale e sia da Steven Tyler, si battono altre strade tanto che, a fine legislatura, Nicola Belcastro e l’ufficio tecnico comunale rimodulano il progetto sottoscrivendo una nuova convenzione con la Regione. Infatti, con nota del 7 luglio 2021, a firma del sindaco Belcastro e dell’ing. Urso, il Comune di Cotronei chiedeva la delocalizzazione del Museo in un nuovo sito, per problemi sorti nell’acquisizione di palazzo Bevilacqua.
Contestualmente, partono due percorsi paralleli: un incarico per 130 mila euro a una società di Crotone per realizzare un progetto integrato di realizzazione del Borgo della musica rock, con cambio di sede da edificare ex novo, e l’offerta di 120mila euro a un privato per l’acquisizione di un magazzino adiacente.
Insomma, tutta un’architettura che stravolge quanto precedentemente programmato. Complicato a comprenderne la ratio, seppur immaginabili le fantasiose visioni.
A ottobre 2021, appena insediata la nuova amministrazione con il sindaco Ammirati, senza colpo ferire approva i provvedimenti in itinere provenienti dall’amministrazione precedente.
Dopo mesi di polemiche, anche aspre, Nino Grassi, responsabile dell’associazione, fa partire una diffida per conto di Steven Tyler contrariato per l’avventato intento di realizzare e dedicare l’opera a suo tributo non nel luogo voluto e prescelto, ma in un luogo diverso e assolutamente non gradito. Di fatto, Steven diffida il Comune di Cotronei e eventuali altri soggetti non autorizzati a cessare immediatamente ogni abusiva utilizzazione del suo nome e della sua immagine.
Il 28 marzo 2022 esce un pezzo sul Quotidiano del Sud che annuncia della diffida del leader degli Aerosmith al Comune di Cotronei. Il 30 esce un pezzo sul Corriere della Sera. A cascata escono note stampa su diversi giornali cartacei e online, oltre a testate radiofoniche come Radio Popolare, Radio Freccia e altre. Insomma, i mezzi di informazione fanno a pezzi gli amministratori locali, tacciati di provincialismo, capaci di sperperare una grande possibilità e di sollevare un polverone che il buon senso avrebbe potuto evitare.
A maggio l’associazione Steven Tyler dirama un documento da cui si evince che il progetto finanziato contempla ancora il palazzo Bevilacqua e suggerisce, per non perdere i finanziamenti, l’avvio di procedura di occupazione d’urgenza, dichiarando la pubblica utilità, l’urgenza e l’indifferibilità dei lavori da realizzare, in modo da prendere possesso dell’immobile anche prima del decreto definitivo di espropriazione. A parere dell’associazione Tyler bisogna far presto, anche perché a fine anno scadono i termini del finanziamento.
Invece i percorsi della politica e delle istituzioni vanno in ben altra direzione.
In estate la Regione Calabria invita le Amministrazioni comunali beneficiarie, compreso Cotronei, a fornire le obbligazioni giuridicamente vincolanti (OGV), e attestare, con conseguente assunzione di responsabilità, di poterle conseguire entro i termini stabiliti dalla legge, pena il procedimento di revoca del finanziamento concesso.
Alla fine si trova la quadra anche in Regione, compresa la proroga dei tempi di realizzazione del progetto. Infatti, con decreto dirigenziale della Regione Calabria n. 4864 del 4 aprile 2023, si prende atto della deliberazione di giunta n. 26 del 7 aprile 2022, con la quale il Comune di Cotronei, in autotutela, si è determinato a rinominare il progetto in “Borgo della musica rock” quale conseguenza della diffida prodotta in nome e per conto del Sig. Stefano Victor Tallarico – in arte Steven Tyler – ad utilizzare il nome e l’immagine dell’artista. È quanto basta in Regione per tenere in piedi il finanziamento e far procedere alla realizzazione dell’opera poiché non comporta lo snaturamento della proposta progettuale valutata. Proprio così, non comporta lo snaturamento.
E il progetto di realizzazione parte speditamente. A febbraio del 2024 la Soprintendenza ordina l’immediata sospensione dei lavori di costruzione del Borgo della musica rock, avendo riscontrato anomalie nei lavori di demolizione. La sospensione durerà qualche mese.
A ottobre il palazzo Bevilacqua viene transennato dai vigili del fuoco per ragioni di sicurezza, perché pericolante. I disagi non sono di poco conto, per i passanti e per i residenti.
Sarà messo in sicurezza, almeno per il momento.
Intanto, a seguito di denuncia da parte di Nino Grassi, la Procura di Crotone aveva avviato un’attività investigativa meticolosa, condotta attraverso analisi documentali, accertamenti tecnici, audizioni testimoniali e riscontri contabili.
Un sogno infranto o un sogno da perseguire
Il 30 ottobre 2025 i Carabinieri della Stazione di Cotronei, hanno proceduto – su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone diretta dal procuratore Domenico Guarascio – alla notifica degli avvisi nei confronti di quindici persone, tra amministratori pubblici, funzionari comunali e soggetti privati, indagati, a vario titolo, per una pluralità di delitti contro la pubblica amministrazione. Le indagini, sviluppate nell’arco di oltre tre anni, hanno permesso di disvelare una serie di condotte amministrative di verosimile natura illecita nonché di pressioni esterne, caratterizzata da falsificazioni documentali, irregolarità negli appalti pubblici e gravi interferenze di soggetti privati, alcuni dei quali autori di condotte estorsive ai danni di funzionari, amministratori e privati imprenditori locali nell’intento di condizionare le scelte politico-amministrative e ottenere indebiti vantaggi economici.
Tra i principali filoni investigativi, di particolare rilievo risulta quello relativo alla realizzazione del progetto Borgo della musica rock finanziato per 1,3 milioni di euro di fondi regionali.
Se nel marzo 2022 soltanto qualche giornale cartaceo s’era interessato della diffida di Steven Tyler, adesso tutta la grande stampa, i Tg Rai e i Tg delle reti private, si occupa del caso di Cotronei.
Se ne esce male, malissimo, con alcuni servizi che amplificano e travisano i fatti facendo addirittura apparire il completo latrocinio del finanziamento senza la realizzazione dell’opera: di fatto, si resta stritolati nella cosiddetta gogna mediatica del giornalismo sensazionalista.
È una brutta storia gestita in malo modo dalla politica e dagli amministratori locali e forse con poca attenzione dalla stessa Regione Calabria. Ci sono stati i tempi necessari per correggere il tiro, con le proroghe per la realizzazione dell’opera si poteva procedere tranquillamente nell’esproprio del palazzo Bevilacqua e realizzare il progetto secondo le intenzioni iniziali. Invece s’è fatto altro, creando soltanto guai alla comunità di Cotronei, alla sua immagine e al suo futuro.
Non sappiamo come finirà l’inchiesta. Sappiamo soltanto che abbiamo toccato il fondo e bisogna ripartire per risalire la china. Dobbiamo farlo come intera comunità, come cittadini consapevoli, con il buon senso che arriva dal basso.
In qualche modo e scovando i finanziamenti necessari, l’opera della “Città del rock” e dello “Steven Tyler’s Museum” dovrà nascere nel palazzo Bevilacqua, perché rappresenta un tassello importante da incastrare in questo grande mosaico di storia locale e da consegnare alle future generazioni.
Sì, è un sogno che val la pena rincorrere e realizzare, come del resto ci suggerisce Steven con uno dei suoi pezzi più famosi, Dream On: sogna, sogna e sogna fino a che il sogno diventa realtà.
da: Cotroneinforma n.152/2025



