Luglio 1861 – Cronache di Cotronei nella rilettura del processo per la distruzione di 4 registri di Stato Civile

 

 

 – Angelo Zumbo – 

 

 

Dal 22 al 25 febbraio 1864 ben 35 abitanti di Cotronei sono chiamati a testimoniare nel processo per cospirazione e per la distruzione di 4 Registri di Stato Civile del 1860 (*).

Sullo sfondo della vicenda processuale le testimonianze forniscono conferme dirette degli abitanti di alcuni eventi della storia di Cotronei: l’abbandono del paese di buona parte della popolazione nel Luglio del 1861 verso Policastro, Santa Severina, Roccabernarda e S. Giovanni in Fiore, il trasferimento della attività amministrativa di Cotronei a Policastro nel Palazzo di Mazzacoco fino al Novembre 1861, l’esistenza dell’Ospizio de Riformati all’estremita del paese, l’omicidio di Salvatore Covelli all’Archivato per mano di briganti, l’incendio della casa di Fabio de Luca, tesoriere. 

Gli accusati della cospirazione con Padre Clemente da Sersale che “alla fine del 1860 andava per i paesi per arrollare persone per la reazione” e della distruzione dei registri dei Nati e dei Matrimoni per farne “cartucci” sono il Cancelliere D. Gennaro Coniglio, D. Nicola Miglio, D. Gaetano Minardi, D. Giuseppe Barone, notabili del paese, e Giuseppe Barbacci e Nicola Garruba fu Vincenzo.

Le deposizioni avvengono in Cotronei alla presenza del Pubblico Ministero Giacomo Tromby, calabrese. 

I testimoni, tutti citati dell’usciere Vigliarolo furono:

D. Gennaro Pellegrini (anni 39), D. Antonio Amoroso (46), Pasquale Fittipaldi (40), Gio. Battista Garruba (57), D. Leonardo Garruba (55), Giuseppe Mazzei (42), Giuseppe Cardamone (28), Giovanni Vallone (39), Santo Covelli (61), D. Giuseppe Grassi (65), Filippo Costantino (35), D. Gaetano Covelli (36), tutti domiciliati in Cotronei.

Giuseppe Vigna (50), D. Nicola Verga (32), Don Antonio Amoroso per la seconda volta

i vicini della Casa Comunale Antonia Minardi (28), Maria Teresa Falbo (67), Caterina Calfa (53), Antonia Durante (36);

i vicini dell’imputato Giuseppe Barbacci: Michelina de Vuono (41), Leonardo Covello (42), Giovanni Vallone (39)

i vicini dell’imputato Gaetano Minardi: Francesca Rocca (33), Gennaro Covelli (28), Rosaria Pariano;

come vicini dell’imputato Nicola Miglio: Luigi Fittipaldi (37), Anastasia Cristiano (23), Vincenzo Clarà (18);

i vicini dell’imputato Nicola Garruba: Francesca Pignanelli (34), Giuseppe Cardamone (28), Santa Fratto (21);

come vicini dell’imputato Giuseppe Barone: Maria Angotti (18), Anastasia Gallo (46), Maddalena Fittipaldi (51);

i vicini dell’imputato Gennaro Coniglio: Maria Teresa Caterina (30), Rosario Amoruso (43), Nicola Dodaro (38)

Di seguito si trascrivono integralmente le deposizioni più interessanti del punto di vista delle ricostruzione della storia di Cotronei.

 

 

Di seguito la trascrizione di tutte le deposizioni.

Gennaro Pellegrini (già Sindaco di Cotronei Feb 1861-Feb 1862) – B13, fasc.133 ff 2-4

“ Mi chiamo Gennaro Pellegrini fu Giuseppe anni 39, coniugato con prole, possidente, nato e domiciliato in Cotronei, Capitano della G. N. [Guardia Nazionale]. Indifferente. 

Il cancelliere comunale D. Gennaro Coniglio, di qui, venne carcerato a trenta gennaio 1861 e lasciò i registri del 1860 con la corrispondente nota ed interi per inviarsi alla Procura Regia. Io entrai alla carica di Sindaco a quattordici febbraio detto anno, e trovai detti registri senza mancanza alcuna. Il sostituto cancelliere era D. Gaetano Covelli nominato poco tempo prima, ma niuna conoscenza vera avea d’affari di amministrazione, tanto che in Luglio si fece capo di una squadriglia in persecuzione de’ briganti, ed io che non avea nessuna conoscenza di cose Comunali, non curai d’inviare detti registri alla Procura. 

Stavano così le cose, quando nel 7 Luglio detto anno questo comune fu invaso da’ briganti, i quali lacerarono le carte che si trovarono nel tavolino della prima stanza della Casa Comunale, abbatterono le statue del Re e di Garibaldi e si presero il suggello, ma non trovarono registri dello Stato Civile ed altri libri, perchè si trovavano in un armadio chiuso in un altra stanza che non aprirono. 

Dopo tale invasione la popolazione emigrò ritirandosi nella maggior parte in Policastro, ed altri in Rocca, S. Severina e S. Giovanni in Fiore per cui il paese rimase deserto (**). 

Io mi trovavo in Policastro ove si facevano gli affari della amministrazione di qui [si riferisce a Cotronei]  e siccome allontanatisi i briganti, era venuta la truppa e de’ volontari, così si alternavano or briganti ed or soldati in questo Comune, e corse voce che l’archivio era stato scassinato. 

Fu allora che io da Policastro venni qui con un tal Giuseppe Vigna, il quale guidava una vettura, e trovai col fatto carte e registri susopra nell’istesso armadio, e supposi che briganti o altri avessero creduto trovar denaro o oggetti preziosi nascosti in quell’armadio.

Presi i registri dello Stato Civile, i libri del Catasto, collezioni di legge, e quante altre carte potei, ne feci una forma, e me le portai in Policastro presso il mio parente affine D. Fabio De Luca il quale tenea una casa spaziosa, ed ivi si teneva Consiglio e si disbrigavano tutti gli affari di questo Comune, si notavano i nati, matrimoni e morti sul registro, e ciò perche io non era pratico in queste faccende, ed il de Luca oltre ad essere ottimo conoscitore era Decurione e Tesoriere. 

In Novembre detto anno tornai da Policastro qui per ordine del Generale Della Chiesa con parte della popolazione, e con trenta uomini organizzati per guidarci, onde riedificare il paese, e tutte le carte ed i registri da me precedentemente portati in Policastro rimasero presso il cennato Fabio de Luca, e ne principi del 1862 vennero restituiti qui in occasione della leva, per la quale si era stato delegato detto de Luca. 

Nel situarsi detti registri nell’armadio si trovò la mancanza di quattro registri del 1860 per cui se ne formò un analogo notamento che venne trasmesso al S.r Prefetto della Provincia.

Vi ripeto che tutti i registri dello stato civile del 1860 quando io entrai Sindaco in Febbraio del 1861 li trovai intatti, e senza lesione alcuna, nè in alcuno di essi vi era scritta lettera di un tal Clemente diretta al Cancelliere D. Gaetano Coniglio. E’ vero che quando li portai in Policastro non li numerai uno per uno, ma per quanto di accorsi, non vi era mancanza, e si trovavano tutti intatti. Il modo come si trovano tagliate le pagine sempreppiù rivela non essere stato opera de’ briganti invasori, i quali per lo laceramento si sarebbero serviti delle mani e non di coltello, nè avrebbero risparmiato una pagina contenente atti per ciascun registro, e giudico che la distruzione di tali registri sia stata l’opera di detto D. Fabio de Luca quando o l’ebbe nella sua casa, o quando venne qui come delegato per la leva, che teneva presso di se le chiavi dell’archivio, e ciò ad oggetto di rovinare il Cancelliere D. Gennaro Coniglio di qui.

Siccome si sussurrava che un tal Padre Clemente da Sersale nella fine del 1860 svestito [dell’abito talare] andava arrolando gente, sospettando che avesse potuto trovarsi di passaggio per questi paesi, io ed il Gio. Batt.a Garruba ed altri fecimo accurate ricerche nell’ospizio, ma nulla si rinvenne.

Non vi è notizia di essere stato detto P. Clemente qui, nè di avere avuta relazione con detto Cancelliere Coniglio, D. Nicola Miglio, D. Gaetano Minardi e D. Giuseppe Barone, i quali sono noti e godono favorevole opinione pel loro liberalismo ed attaccamento al Governo Italiano. Il Coniglio fu carcerato, come vi ho detto, come parente di Beraldi (***), il quale si diceva essere in relazione con Padre Clemente, ma dopo alquanti mesi ottenne la libertà. Quindi il De Luca con tal operato ha cercato rovinare detti individui, de quali è nemico perche odiato da tutti.”

Lettura data l’ha confermata e si è sottoscritto.

Gennaro Pellegrini

 

Gio. Battista Garruba (Consigliere Comunale) – B13, fasc.133 ff 8-9

“Gio. Battista Garruba fu Tommaso, di anni 57 celibe, possidente, nato e domiciliato in Cotronei, Consigliere Comunale. Indifferente

“E’ un notorio che trovandosi Sindaco nel 1861 D. Gennaro Pellegrini, atteso il brigantaggio che invase questo Comune, l’archivio Comunale fu trasferito in Policastro dal detto Sindaco in mano di D. Fabio de Luca qual Tesoriere Comunale, il quale in Policastro si era stabilito assieme alla maggior parte di questi abitanti, e ciò perchè il de Luca oltre la qualità di Tesoriere conosceva la partita dell’amministrazione, e per ogni che da qui si bisognava, a lui si doveva ricorrere, ed anche sul riflesso perchè volea inserirsi in tutto. Quindi se vi mancarono registri dello stato civile, o ne furono lacerate delle carte, ciò deve attribuirsi a detto De Luca, mentre se è vero che i briganti scassinarono la Casa Comunale, è pur vero che non toccarono carte e registri.

Verso gli ultimi tempi del 1860 si vociferava che il Padre Clemente da Sersale andava girando per arrolare gente in favore del caduto governo, e sospettandosi che avesse potuto passare di qui si un assalto all’ospizio de Riformati, che è all’estremità di questo abitato, ma non si trovò alcuno. Non si ebbe notizia che detto P. C fosse stato qui nè si crede aver potuto essere in relazione collo stesso il Cancelliere  D. Gennaro Coniglio, D. Nicola Miglio, D. Gaetano Minardi e D. Giuseppe Barone, i quali sin dal principio atteso il loro liberalismo, si mostrarono affezionati all’attuale Governo.

E’ vero che il Cancelliere Coniglio fu arrestato perche parente di Domenico Beraldi, ma poi per la sua innocenza venne liberato, arresto che ebbe luogo per calunnia di Fabio de Luca. Giuseppe Barbacci facente parte della causa di Beraldi fu condannato, e Nicola Garruba, perchè nell’ubbriachezza gridò Viva Francesco, venne condannato a pochi mesi di carcere.

Vi ripeto la mira del de Luca è stata quella di nuocere a detti individui architettando la distruzione dei registri complicandoli in affari politici, e si persuase ognuno che se tali registri fossero stati involati da’ briganti, l’avrebbero lacerati per intero, e se le carte servivano per cartucci non se ne fosse lasciata alcuna intatta ed il Cancelliere Coniglio avrebbe poyuto somministrare altra carta, non quella de’ registri procurando la sua rovina.”

Lettura data l’ha confermata e si è sottoscritto.

Gio.Batt.a Garruba

 

 

Don Leonardo Garruba (Sacerdote, Economo curato) – B13, fasc.133 ff 9-11

“Mi chiamo Leonardo Garrubba fu Tommaso di anni 55, Sacerdote, possidente, nato e domiciliato in Cotronei. Indifferente.

Ho inteso dire che alcuni registri dello stato civile del 1860 di questo Comune si trovarono lacerati, lasciandosi intatta uno o due delle prime pagine per ciascheduno, e che si fosse supposto che tanto fusse avvenuto nell’invasione de’ briganti che avvenne in questo comune nel Luglio del 1861.

Altra ha dovuto essere la causa della distruzione di tali registri dal perchè i briganti non li lacerarono affatto, limitandosi a lacerare taluni uffizi e carte sulla panca, ritenendoli come uffizi del Governo, e col fatto verificammo dopo la partita di detti briganti, che registri non ne furono distrutti non avendo trovato pezzi di carta appartenenti a registri, e l’archivio che li conteneva trovavasi chiuso a chiave. 

Il cancelliere D. Gennaro Coniglio era stato arrestato fin dal 30 Gennaio per impiutazione politica. 

Egli era esatto nell’esercizio della carica e so che in quel giorno, 30, Gennaio 1861, chiuse l’archivio con tutti i registri, e la sera poi fu carcerato, essendo andato io in quel giorno alla Cancelleria per prendere alcune notizie.

Dopo che nel sette Luglio i briganti furono qui a commettere questi eccessi, la popolazione emigrò in diversi paesi, ed in maggior numero in Policastro, ed il Sindaco D. Gennaro Pellegrino trasportò ivi i libri dello Stato Civile ed altre carte, che non saprei se in tutto o in parte, e ne vidi una buona porzione in casa di D. Fabio de Luca suo parente, anche per essere agevolato, poichè come conoscitore degli affari di amministrazione, egli il D. Fabio, faceva tutto. 

Detto D. Fabio in marzo 1862 venne giù come delegato per la formazione della leva, e ritengo che tali libri o se li prese in Policastro, o quando venne qui in occasione delle leva, e li lacerò per nuocere al Cancelliere Coniglio e ad altri, come siano Giuseppe Barbacci, già condannato, D. Gaetano Minardi, e D. Giuseppe Barone, Nicola Garrubba imputandoli in affari politici, non che D. Nicola Miglio per essere stati in relazione con padre Clemente da Sersale. 

Egli, il De Luca, era nemico con tutti questi, specialmente ritenendo che la di lui casa soltanto era stata incendiata da’ briganti, e non quella degli altri proprietari e poichè il Comune niuna opposizione fece a detti briganti, il De Luca ritenne questi tutti per complici dell’incendio, ciò che non è vero, perchè i briganti erano tutti paesani, tranne due forestieri, ed erano stati precedentemente vessati in tutti i modi e come particolare, e come Tesoriere.”

Lettura data l’ha confermata e si è sottoscritto.

Leonardo Garruba

 

 

Gaetano Covelli (Segretario Comunale) – B13, fasc.133 ff 9-11

Gaetano Covelli fu Nicola di anni 36, coniugato senza prole, possidente, nato e domiciliato in Cotronei. Segretario Comunale. indifferente

“Quantunque io nell’epoca di Gennaio 1861 mi trovava da circa due anni Cancelliere Sostituto in questo comune, avea soltanto l’incarico degli affari di conciliazione, e spesso nella corrispondenza ed altre fatiche materiali. In detta epoca di gennaio il Cancelliere Titolare D. gennaro Coniglio fu carcerato come nipote del Cavalier Beraldi (Berardi) e sebbene io non saprei assicurarvi se egli avea disbrigato i registri dello Stato Civile del 1860, pure so che detto Cancelliere esattamente adempiva ai suoi doveri. All’epoce di tale arresto non si fece a me consegna di registri o carte alcuna ma vidi che fra gli altri vi erano i registri dello stato civile del 1860, che nè il Sindaco D. Gennaro Pallegrino, nè io ci incaricammo di mandare alla Procura Regia, perchè non conoscevamo tal nostro dovere, nè il Cancelliere ci avea detto d’inviarli, nè alcuna volta aprii detti registri, i quali si trovavano legati con uno spago, nè presimo alcuna risoluzione, ritenendo che il Cancelliere fra un giorno all’altro fosse stato liberato.

Quando in Luglio detto anno questo paese fu invaso dai briganti io per disgrazia di famiglia mi trovava a casa essendomi stato giorni prima da’ briganti stessi ucciso un fratello [nda: Salvatore Covelli, 40 anni, muore in contrada Archivato il 5 Giugno 1861, atto di morte 30 ] perciò non fui presente quando i briganti scassinarono la detta Casa Comunale, ed allontanati li stessi dopo il quarto giorno io vidi la statua del re e di Garibaldi rotte, il suggello mancante e delle carte lacerate, ed unito al Sindaco D. Gennaro Pellegrino senza numerare carte o registri inchiodammo la porta dell’archivio, onde non verificarsi altra perdita. io me ne andai subito in Policastro, ed incaricato per la distruzione del brigantaggio soltanto mi ingeriva negli affari di Cancelleria  quando ero in Policastro ove gli affari di questo Comune si disbrigavano nella casa di D. Fabio de Luca, atteso che la maggior parte di questi cittadini o gli impegati erano colà emigrati. Tanto perchè il Sindaco Pellegrino mi disse di aver trasportato in casa di detto de Luca registri e quante carte avea potuto portare i più necessari, quanto perchè io andava in casa del de Luca vidi colà il libro del catasto, i libri dello Stato Civile del 1860 e 1861 ed altre carte. Ritornato in questo Comune nel 1862, poichè la popolazione era rientrata, e ricondotti qui dal Pellegrino le carte ed i registri che avea portato in Policastro, riordinando l’archivio ci accorsimo della mancanza del doppio registro de’ nati e del doppio registro de’ matrimoni di detto anno 1860, per lo che ne scrissimo al Prefetto della Provincia.

In Ottobre ultimo (1863)  tanto io che il Sindaco fummo contattati dal Regio Procuratore che chiedea contra di noi la condanna per non aver presentato alla Procura i registri dello Stato Civile del 1860, 1861, 1862, per lo che approntati quei degli ultimi due anni e quei rimasti del 1860, per i doppi registri menzionati di sopra la Giunta rilasciò un certificato attestando che erano stati distrutti da’ briganti, ritenendo così perchè i briganti erano stati nella Casa Comunale.

Discorrendo con Sindaco S.r Pellegrino, questi mi diceva che Fabio de Luca si avea dovuto rattenere tali registri, perchè Egli l’aveva con gli altri portato in Policastro nella casa del de Luca, ed io giudicai dell’istesso modo del perchè avea primo veduto quei detti registri e quindi in Policastro, ed alla restituzione qui se ne trovò la mancanza.

In quando alla distruzione e laceramento degli stessi a prescindere di quanto sopra non è presumibile che tanto avessero pratticato i briganti, mentre si trovavavano i fogli con pazienza tagliati con forbice o coltello, e se ne scorse la malizia, poichè in ognuno si trova il primo foglio colla numerazione e cifra, ed il secondo contenente due atti di nati ed uno in quelli di matrimonio, e pare che tal lacerazione l’abbia fatta di de Luca per nuocere al Cancelliere D. Gennaro Coniglio con cui da più anni erano in male umore, perchè il de Luca avrebbe voluto dispotizzare nella Casa Comunale.

Siccome correva voce che il P. Clemente da Sersale alla fine del 1860 andava di nascosto ne’ paesi per arrollare gente, sul sospetto che avesse potuto passare da qui, e trovarsi mell’Ospizio che è alla estremità di questo paese, con diverse guardie Nazionali bloccammo l’ospizio, che trovammo chiuso, perche un frate che stava qui per la questua si era ritirato al Convento di Policastro. Scassinato l’ospizio e fatto diligenze non trovammo alcuno. A malgrado di tutto ciò non si ha neppure alcun sospetto che il P. Clemente da Sersale avesse avuto anche da lontano corrispondenza con il Cancelliere D. Gennaro Coniglio. D. Nicola Miglio, D. Gaetano Minardi, D. Giuseppe Barone, Giuseppe Barbacci e Nicola Garruba, i primi quattro individui sono persone oneste, il Conisglio ha serbato una condotta regolare, e non si è mostrato contrario al presente Governo, e Miglio, Barone e Minardi  sono ritenuti per liberali, Giuseppe Barbacci in allora era un buon contadino. Nel 1861 mischiatosi coi briganti riportò condanna. Solo Nicola Garrubba nell’eccesso dell’ubbriachezza disse Viva Francesco e subì un giudizio.

Non è credibile che i fogli di detti registri fossero serviti per cartucci per la reazione, poichè oltre a quanto si è detto di sopra, il CAncelliere Conigilio bene avea altra carta a dare, e non quella dei registri procurandosi in tal modo la propria rovina: e perchè lasciare i primi due fogli intatti? per mezzo di chi inviarsi detti registri alla Regia Procura se non dal Cancelliere? Ed è presumibile che ciò avesse potuto farlo con grave suo danno, quesndo per discarico vi era il certidficato della Giunta. Da tutto questo si vede che la mira è stata quella di nuocere ai ripetuti Cancelliere Coniglio, D. Nicola Miglio, D. Geatano Minardi, D. Giuseppe Barone, Giuseppe Barbacci e Nicola Garruba coi quali il detto de Luca non va in accordo.”

Lettura data l’ha confermata e sottoscritta

Gaetano Covelli

Pria di essere congedato, ha detto di ricordarsi altre circostanze ed ha dichiarato quanto segue.

“Signore, in atto che ritenevasi in questo Comune di essere stati involati e distrutti i registri di Stato Civile del 1860, recatomi in Catanzaro nel mese di Settembre 1863, e vedutomi colà con D. Fabio de Luca mi domandò costui quando io intendeva portare alla Procura Regia i registri dello Stato Civile perchè richiesti,

 ciò che anche mi avea detto altre volte, ed avendogli risposto che avrei portato quelli che vi erano, mentre ne mancavano alcuni del 1860, perchè distrutti dai briganti, Egli replicò non esser ciò vero, perchè i briganti, carte aveano lacerato e non già libri, e che piuttosto di tali libri se ne erano fatti cartucci per Padre Clemente.

E poichè ciò non era stato vero, e gli risposi come si conveniva, Egli replicò alla fine a te che te ne importa: nel 1860 non eri Segretario.

“ Quando poi verso la fine di Ottobre ritornai in Catanzaro a portare detti registri, discorrendo col de Luca, e manifestandogli che pei mancanti avea portato un certificato della Giunta, il de Luca rimase alquanto perplesso e nulla disse.”

Lettura data l’ha confermata e sottoscritta

Gaetano Covelli

 

 

D. Nicola Verga (Assessore) – B13, fasc 133 ff 22

“D. Nicola Verga di Giacinto, di anni 32, celibe, proprietario, nato e domiciliato in Cotronei. Assessore ff.te da Sindaco.

Quantunque nel giorno sette Luglio 1861, quando i briganti invasero questo Comune io mi trovava qui, pure mi rinchiusi in casa fino agli undici detto mese, quando allontanatisi la masnada io e la mia famiglia riuscimmo ripararsi in S. Giovanni in Fiore. Non intesi parlare d’involamento o distruzione di carte e registri da parte di briganti,  sapendo solo che che penetrarono in detta casa, ruppero le statue del re e di Garibaldi, e nel giorno dodici Dicembre ultimo intesi da D. Gennaro Pellegrini e buona parte del Consiglio che i registri dello stato civile ed altre carte riguardanti l’amministrazione a cura di esso Pellegrini erano stati trasportati in Policastro in casa di D. Fabio de Luca. Non ricordo di aver rilasciato certificato relativo a tale affare, ma ove mai l’avessi sottoscritto lo fu perchè diedi credito a degli altri componenti la Giunta.

Lettura data l’ha confermata e sottoscritta

Nicola Verga

 

 

Il fascicolo non contiene la sentenza ma non sarà stato ininfluente il fatto che tutti i testimoni non ritenessero la distruzione dei registri per mano degli accusati o dei briganti ma di D. Fabio de Luca per discredito degli imputati.

Nel Giugno 1879 il Tribunale di Catanzaro autorizzò l’ufficiale di stato civile a rifare il registro per i Nati del 1860 “distrutto da briganti” perchè tale fu la causa indicata al Prefetto al momento della scoperta della mancanza.

Il fascicoletto scritto a mano è citato erroneamente come “Nati del 1861” nel volume “Cotronei” del prof. Serafino Caligiuri ed è tuttora presente presso gli uffici dello Stato Civile di Cotronei. Contiene 65 nomi più tre trascrizioni di matrimonio.

I matrimoni 1860 e 1861 sono invece ricavabili dal registro delle Pubblicazioni disponibili sul portale Antenati.

 

(*) ASCZ (Archivio di Stato di Catanzaro) Fondo Processi Politi e Brigantaggio, B13 fascicolo 133.

Il Fondo Stato Civile conservati i registri dei comuni della provincia dal 1809 al 1865. 

Tra questi volumi, ora disponibili anche online sul portale “Antenati” del ministero dei Beni Culturali, sono ovviamente mancanti quelli di Nascita e i Matrimoniali di Cotronei dell’anno 1860.

(**) i registri di stato civile del 1861 dei comuni indicati contengono vari atti di morte e di nascita di abitanti di Cotronei ivi domiciliati. Tra questi a Policastro l’atto di morte dell’Arciprete di Cotronei Gaetano Garruba che, come il sindaco Pellegrini, potrebbe avere trasferito alcuni dei registri parrocchiali.

(***) Domenico Verardi (1791-1881) S. Giovanni in Fiore. Reazionario Filoborbonico. Proprietario all’epoca dei fatti del “Casino Pasquale” (ricerche bibliografiche in corso).

Da non confondere con il brigante Felice Berardi di Cotronei (alias Felicione)  

 

 

Immagini:

  • Prima pagina del registro dei Nati 1860 ricostruito nel 1879
  • 1861 – L’atto di morte in Policastro dell’Arciprete di Cotronei D. Gaetano Garruba

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.