INTERVISTA A CARLO GAROFALO, PRESIDENTE DELLA SOTTOSEZIONE DI CROTONE
E DEL GRUPPO PARROCCHIALE DI COTRONEI
Da quasi un decennio è presente a Cotronei un’importante realtà che opera nel complesso mondo della disabilità. Si tratta dell’Unitalsi.
Punto di forza di questa realtà, a livello locale e regionale, è Carlo Garofalo che ci ha raccontato qualcosa di questa esperienza, di come sono organizzati e delle attività che portano avanti.
Cotroneinforma – Raccontaci qualcosa dei primi anni, di come nasce la decisione di formare un gruppo Unitalsi a Cotronei. Cosa rappresenta per te l’Unitalsi e quale significato attribuisci al tuo impegno.
Carlo Garofalo – Il gruppo nasce nel 2018, seppur io faccio parte dell’Unitalsi dal 2015 a livello provinciale.
L’Unitalsi è strutturata con l’unità nazionale, poi c’è la sezione regionale, in questo caso la sezione calabrese, poi per ogni diocesi c’è una sottosezione, in questo caso Crotone, e infine il gruppo parrocchiale di Cotronei che fa riferimento comunque alla sottosezione di Crotone.
L’esperienza locale nasce tutto per caso. Un giorno del 2014, tornando dal lavoro mia moglie Simona mi dice che la nostra amica Vittoria, del gruppo parrocchiale di Santa Severina, ci aveva regalato il viaggio a Lourdes per nostro figlio Antoniuccio. Per essere sincero non ero tanto convinto di questa cosa, anche perché con un figlio disabile è naturale che te la prendi anche con il nostro buon Dio. Pertanto, oltre ad essere molto arrabbiato, non sapevo cosa andarci a fare in un posto così distante. Però ho capito che Simona ci teneva tanto, e nonostante era un periodo difficile dal punto di vista economico, decidemmo di fare questo nostro primo viaggio nel 2015 con il famoso treno bianco che da Lamezia arrivava fino a Lourdes, mentre adesso si può partire anche in aereo e si arriva in due ore. Ma il vero viaggio, nonostante le difficoltà, rimane sempre con il treno bianco, perché rappresenta un’emozione indescrivibile.
Arrivati a Lourdes succede una cosa straordinaria, perché vedevo tanti disabili ma tutti felici e questa cosa mi sembrava strana, mi ha colpito molto. Arrivare alla grotta di Massabielle è una cosa incredibile che a parole non si può descrivere, perché veramente ti lascia il segno. Poi sono andato a leggere qualcosa sulla storia di Lourdes, della madonnina di Bernadette, di come è nata l’Unitalsi e ancora una volta questa cosa mi ha colpito tanto, mi ha stravolto, nel senso che mi ha dato le motivazioni per andare avanti, mi ha fatto capire veramente cosa sono le cose essenziali della vita, mentre magari prima facevo una vita più con amici, con divertimento e le cose che mi interessavano: da quel momento, invece, ho deciso di cambiare totalmente vita e il poco tempo che ho a disposizione lo voglio donare agli altri.
Il viaggio a Lourdes lo paghiamo: i disabili pagano 650 euro a persona, mentre chi fa servizio, per esempio io come barelliere o mia moglie come dama, andiamo a pagare sulle 740 euro. Sono costi che variano di anno in anno e soltanto in treno perché in aereo costa ancora di più. É una bella cifra fare questo viaggio, dunque è anche un sacrificio economico.
C. – In questi anni siete stati presenti in molte iniziative a Cotronei e non solo. Anche diversi viaggi. Puoi raccontarci qualcuna delle esperienze più significative? E raccontaci qualcosa dell’impegno di quanti collaborano con l’Unitalsi di Cotronei.
C.G. – Nel 2018 abbiamo costituito formalmente il gruppo Unitalsi Cotronei. Come sede usiamo la sala parrocchiale che ci ha concesso don Francesco, che è molto legato all’Unitalsi e ci dà una mano veramente in tutto, è la nostra guida spirituale e quando lo chiamiamo è sempre al nostro fianco.
È importante sottolineare che l’Unitalsi è la seconda associazione riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa a livello nazionale, subito dopo l’Azione cattolica.
A Cotronei abbiamo un bel gruppo, soprattutto di giovani che sono veramente eccezionali; facciamo un sacco di iniziative, naturalmente sempre in collaborazione con la sottosezione di Crotone.
Oltre alle varie attività che facciamo in sede, apriamo almeno una volta a settimana la nostra sede a Crotone. Organizziamo anche un campo Sila nel mese di luglio per la durata di tre giorni. Di solito andiamo all’hotel “Lo scoiattolo” perché si presta per la capienza visto che siamo tra i 140 e le 180 persone di tutta la regione Calabria, con gli amici speciali (li chiamiamo proprio così i nostri disabili: amici speciali) che arrivano da Reggio, da Lamezia, da Cosenza, da Trebisacce, da tutte le parti della Calabria. Facciamo tre giorni organizzando gite con i quad, per i sentieri della Sila, sul lago Ampollino con la barca, a cavallo; diciamo che sono tre giorni veramente intensi e bellissimi perché ti accorgi che magari per noi possono sembrare cose normali ma per loro è un qualcosa che non fanno abitualmente: è un qualcosa che ti lascia il segno e ti danno veramente una carica indescrivibile. Il campo Sila sono cinque anni che lo ripetiamo.
Oltre ai vari riti spirituali nei santuari, sia in zona che ad Assisi, da padre Pio, ecc, ci spostiamo spesso e comunque siamo sempre in movimento. Facciamo anche il campo di Zambrone che è una settimana al mare. I primi anni siamo andati come ospiti; adesso sono un pò di anni che siamo nell’organizzazione: io mi occupo della parte di cucina assieme a Tonino Musacchio e Chiara Belcastro, mentre i ragazzi si occupano della sala; poi ci sono i volontari che portano gli amici speciali al mare oppure in piscina. La sera, oltre alla santa messa si organizzano facciamo gli spettacoli, o il Flambeaux, ovvero le processioni con la candela accesa come si fa a Lourdes. Questo sempre a livello regionale.
A Cotronei da diversi anni stiamo collaborando con diverse associazioni locali e il Comune, organizzando iniziative per i nostri amici speciali con a tema l’inclusione, come quella del 6 aprile scorso, dal titolo “Caccia alla solidarietà”.
Ci devi credere veramente tanto, anche perché in tutto quello che facciamo mettiamo la mano in tasca, facciamo benzina al pulmino, paghiamo l’assicurazione più degli altri perché abbiamo i massimali alti visto che trasportiamo persone disabili, il bollo lo paghiamo come tutti gli altri, la spesa per mangiare la paghiamo noi, le divise le compriamo: paghiamo tutto di tasca nostra e questo esalta ancora di più la nostra missione che portiamo avanti e l’impegno nel volontariato.
Come autofinanziamento, a Natale vendiamo le stelle di Natale, a Pasqua vendiamo l’uovo di Pasqua, e tutto il ricavato ci serve per mantenerci, oltre a fare un sacco di opere di carità, diamo un contributo ai ragazzi che magari vogliono partire a Lourdes. Noi mandiamo a Lourdes a carico nostro almeno 3 o 4 disabili ogni anno, che siano di Cotronei, Petilia, Roccabernarda, Santa Severina, Pagliarelle, Crotone o Belvedere non interessa: gli ammalati sono uguali in tutti i posti. In dieci anni che c’è l’Unitalsi a Cotronei, abbiamo mandato almeno una ventina di persone a Lourdes a nostre spese.
C. – Vi muovete nell’universo della disabilità con tutte le difficoltà che esistono nella società, specie nei nostri contesti meridionali. Quanto è importante il vostro lavoro per modificare luoghi comuni, stereotipi e pregiudizi, e per far crescere la solidarietà sociale nella tutela dei diritti delle persone disabili e dei malati.
C.G. – L’Unitalsi ci ha aiutato a superare anche questi limiti. Io sono convinto che si deve uscire, stare tra la gente. I disabili hanno difficoltà a fare determinate cose, però sono ragazzi, sono persone come tutti gli altri, anzi forse su certe cose sono anche più superiori, specie su alcune percezioni emotive.
Vi racconto un episodio. Abbiamo organizzato una cena in ristorante con tutti i nostri amici speciali. Ci siamo divertiti, abbiamo cantato, abbiamo ballato con i disabili in carrozzina. C’era una comitiva che ci guardava con meraviglia, perché ci vedeva divertirci nonostante le evidenti problematiche dei nostri amici speciali. Hanno fatto un gesto che è stato bellissimo: senza dirci niente hanno ordinato dei dolci in una pasticceria e ce li hanno mandati, con i loro ringraziamenti per quanto avevano visto.
Però è ancora molto difficile e c’è tanto lavoro da fare. Anche a Cotronei ci sono ragazzi disabili e che li abbiamo invitati un sacco di volte, però non vengono. Secondo me la difficoltà non sono dei ragazzi ma delle famiglie che non sono pronte per determinate cose, per vergogna o non so per quale motivo. C’é poca partecipazione. Forse tra un pò di anni si abbatteranno queste barriere, perché attualmente è molto difficile e non solo a Cotronei ma anche a Crotone. C’è gente che ha vergogna. Ma perché dovrei avere vergogna di mio figlio? É una cosa che non esiste. Purtroppo c’è tanta gente che la pensa ancora in questo modo, ma rispetto naturalmente tutte le loro idee.
Per abbattere determinate barriere, comunque, devi essere in prima linea mandando avanti un messaggio diverso e forse, pian pianino, si riuscirà a creare una società diversa.






