UNA GIORNATA IN DIFESA DELLA CALABRIA

 
 
Il Presidio per la nostra Terra del 9 ottobre alla Cittadella sfocia in un incontro con il vice presidente della Giunta regionale
La storia nazionale degli ultimi trent’anni ha preso una ulteriore brutta piega: lo Stato italiano, sospinto dall’Europa, ha spacciato per interesse generale il tornaconto economico privato dei colossi dell’energia. La Repubblica, teoricamente espressione istituzionale del popolo sovrano, è diventata un docile strumento maneggiato da fondi di investimento e multinazionali, e la sua Costituzione una bella addormentata, anzi segregata perché troppo ricca di principi, valori e regole incompatibili con il libero imperversare della finanza globale. E così, a forza di decreti governativi incostituzionali, a furia di sovvenzioni a pioggia garantite da continui prelievi dalle tasche dei contribuenti, di privatizzazioni, deregolamentazioni, accelerazioni e semplificazioni, le rinnovabili sono state esentate dal rinnovamento: hanno potuto confermare il gigantismo, il verticismo, il trionfo degli oligopoli e le tendenze distruttive a cui già le fonti fossili ci avevano abituato. Viviamo in un paese autolesionista nel quale, parola della Soprintendenza Speciale per il PNRR, è in atto una complessiva azione per la realizzazione di nuovi impianti da fonte rinnovabile … tanto da prefigurare la sostanziale sostituzione del patrimonio culturale e del paesaggio con impianti di taglia industriale per la produzione di energia elettrica oltre il fabbisogno… previsto a livello nazionale, ove le richieste di connessione alla RTN per nuovi impianti da fonte rinnovabile hanno raggiunto il complessivo valore di circa 328 GW rispetto all’obiettivo al 2030 di 70 GW ( nota Sopr. PNRR, prot. n. 51551 del 18 marzo 2024). È in questo scenario che la Calabria più consapevole del fenomeno beffardo, sconvolgente e paradossale dell’energia “pulita” sporca di speculazione, una Calabria straordinaria nello smascheramento delle falsità continuamente sfornate dall’informazione ufficiale, sta provando a interagire con la propria Istituzione regionale. Sia ricordato per inciso che le truppe d’assalto delle rinnovabili ecocide chiedono sui loro organi di stampa e attraverso i loro megafoni telematici un nuovo equilibrio tra governo centrale e governi locali: vogliono eliminare la potestà concorrente di Stato e Regioni in materia energetica perché le imprese del settore, non contente dei miliardi a centinaia sgraffignati agli italiani negli ultimi lustri, puntano a scongiurare rischi e paralisi degli iter autorizzativi. Confidano ovviamente di più nel collaudato potere centrale: i poteri regionali potrebbero diventare sensibili alla sofferenza e alle proteste dei loro elettori. I timori di questi maestri del magna magna sono fondati, e probabilmente confermati anche dall’esito del Presidio per la nostra Terra organizzato la mattina del 9 ottobre davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro. La Calabria straordinaria – più di 200 persone di altissimo livello etico, intellettuale e artistico – si è data da fare protestando con l’ironia e la musica, spalleggiata da alcuni consiglieri regionali e da una dozzina di sindaci ( quasi tutti delle Serre, con qualche presenza del Cosentino, del Reggino e del Crotonese). L’avevano chiamata a raccolta il Coordinamento regionale Controvento, il Movimento Terra e Libertà, Italia Nostra, Kalabria Eco Ets, il Trekking Coast to coast. Una delegazione di questa bella gente, insieme ai sindaci, ha avuto la possibilità di ragionare de visu con Filippo Mancuso, vice presidente della Giunta regionale calabrese. Amministratori e amministrati, con variazioni di accenti e modalità espressive, hanno presentato al politico istanze comuni: la richiesta di una legge regionale sulle cosiddette aree idonee e di un Piano integrato energia e clima che escludano la possibilità di consumare ulteriore suolo per produrre energia rinnovabile ( e in funzione di questo obiettivo l’istituzione di un tavolo tecnico con le associazioni e le amministrazioni comunali), la presentazione dell’appello alla sentenza del Tar di Catanzaro sul tragico impianto eolico nella montagna di San Vito, che taglierebbe, insieme a centinaia di alberi, le gambe al trekking Coast to coast e a tutto il consistente indotto economico generato da questo ormai famoso cammino. Alcuni sindaci, con le rappresentanti di Italia Nostra, hanno sviscerato i casi , altrettanto esecrabili, di Scilla , Scandale, Acri, Squillace, Borgia e Agnana. Il vicepresidente Mancuso di rimando si è dichiarato contrario tanto alle pale eoliche quanto alla Calabria come ” zona di sacrificio ” adibita alla monocultura energetica per volontà di un potere centrale di antica vocazione coloniale. Ha rivendicato l’istituzione di tante riserve e aree protette come prova del suo ambientalismo e ha promesso che si spenderà per garantire l’accoglienza da parte della Giunta delle ragionevoli richieste ricevute, compresa la riperimetrazione al rialzo, in tempi brevi, del Parco Regionale delle Serre. Mentre si svolgeva questo importante incontro lo schermo piazzato su una delle pareti della sala che lo ospitava restituiva le immagini di una Calabria da cartolina, quella offerta ai turisti come meta attrattiva, piena di incanti e di suggestioni. I filmati, frutto di incredibile virtuosismo, hanno evitato con cura di riprendere pale eoliche e pannelli a terra. La Calabria sfigurata non è spendibile, respinge e mette in fuga indigeni e visitatori. È la bellezza, laddove permane, ad avere per la popolazione ricadute benefiche di tipo emotivo, spirituale e anche economico. Se Pippo Pippo non lo sa, e quando passa ride tutta la città, Filippo Mancuso invece lo sa, lo ha confermato e presto verificheremo il peso delle sue parole.
 
 
Coordinamento regionale Controvento – per il paesaggio e il territorio calabrese
Movimento Terra e Libertà-Calabria
Italia Nostra Soverato Guardavalle
Kalabria Eco Ets
Associazione Il Brigante- Serra San Bruno

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