Sirio, la stella più brillante del cielo notturno
di Alessia Brugnano
Era fine ottobre quando, un giorno, quasi per caso, sono venuta a conoscenza di un progetto di teatro integrato intitolato SIRIO. Un progetto che ha come obiettivo quello di permettere a ogni persona di far emergere la propria luce interiore. Ho scoperto Sirio in un periodo strano della mia vita, un periodo di grande cambiamento; quindi, quale momento migliore di questo per far emergere, una volta per tutte, la luce interiore che c’è in me?
Sirio è un progetto di teatro integrato in cui ragazzi e ragazze, adulti con disabilità, studenti universitari, studentesse e volontari si incontrano in un percorso inclusivo e di cittadinanza attiva. Attraverso il teatro, il progetto risponde al desiderio di scoprirsi nelle proprie unicità, abbattendo le barriere della diversità e costruendo un linguaggio comune di espressione, relazione e condivisione.
Il progetto nasce grazie a Valore Aggiunto, associazione di Reggio Emilia che dal 2012 affianca le famiglie di persone con disabilità, fondandosi sui valori della giustizia e della solidarietà. L’associazione si impegna ad ampliare le opportunità di inclusione, sostenere concretamente le famiglie e rispondere con tempestività ai bisogni quotidiani delle persone.
Un ruolo fondamentale nella realizzazione di Sirio è svolto anche dalla scuola teatrale “MaMiMò” e da “Officina Educativa”, realtà che opera per valorizzare le istituzioni e le agenzie educative del territorio attraverso obiettivi condivisi dedicati a bambini, bambine, ragazzi e ragazze.
Ho iniziato questo progetto quasi per gioco, per mettermi in gioco, per tirare fuori tutto ciò che in 24 anni non avevo mai espresso. Devo dire, però, che di gioco c’è stato ben poco. Sirio è una droga, una droga che però fa bene: qualcosa di cui non puoi più fare a meno. Ho avuto la possibilità di conoscere persone magnifiche.
Purtroppo, ancora oggi il pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità è molto diffuso. Si sentono spesso notizie di episodi di bullismo, prese in giro ed esclusione che non dovrebbero avere spazio nella nostra società. Non c’è alcuna ragione per discriminare qualcuno a causa delle sue caratteristiche o delle sue difficoltà.
È vero, esistono delle differenze, ma la diversità fa parte di tutti noi, ognuno di noi è unico e diverso dagli altri per molti aspetti. Le persone con disabilità non sono definite dalla loro condizione, ma dalle loro qualità, dai loro sogni, dalle loro capacità e dalla loro personalità, proprio come chiunque altro.
Anzi, da molte di queste persone possiamo imparare valori importanti come la forza, la determinazione, il coraggio e la capacità di affrontare le difficoltà quotidiane. Proprio per questo motivo avremmo molto da imparare da queste persone! Mi piace pensare che le persone con disabilità abbiano dei superpoteri speciali: non perché siano eroi o perché la loro condizione sia facile, ma perché spesso sviluppano una forza, una sensibilità, una determinazione o una capacità di vedere il mondo che molti altri non possiedono. La loro diversità non è qualcosa che le rende meno degli altri, ma anzi è un valore aggiunto.
Vivono con un’autenticità unica, una spensieratezza rara, senza pregiudizi né paranoie. Sono liberi, pieni di amore e sensibilità. Vivono come tutti noi dovremmo vivere.
L’idea di fare volontariato con persone con disabilità mi affascina molto. La possibilità di stare accanto a loro e poterli aiutare è qualcosa di davvero bello. Questi ragazzi avevano la capacità di trasformare la giornata: anche quando era una giornata pesante, senza energie, una giornata nera, riuscivano a renderla speciale.
Cosa mi porto dentro da Sirio? Cosa mi ha insegnato questa esperienza? Sapete, a volte ci facciamo troppi pensieri, viviamo di pregiudizi, di ghirigori mentali, di overthinking. Ma perché? Cosa otteniamo? Nulla, se non deprimerci.
Sirio non mi ha insegnato soltanto a guardare gli altri senza pregiudizi. Mi ha insegnato, soprattutto, a guardare me stessa con occhi diversi, senza giudizi.
Mi ha fatto capire che la vera luce interiore non nasce dalla perfezione, d’altronde nessuno è perfetto, dalla capacità di essere autentici, fragili, vivi.
E forse è proprio questo il dono più grande che queste persone mi hanno lasciato: ricordarmi che la felicità si trova nelle cose più semplici, negli abbracci sinceri, nelle risate spontanee, negli occhi di chi ti accoglie senza giudicarti.
Sirio, per me, non è stato solo un progetto di teatro. È stato un incontro. Con gli altri, ma soprattutto con una parte di me che avevo dimenticato.
E quella luce che cercavo così lontano… forse era sempre stata lì, dentro di me.
Alcune persone entrano nella tua vita senza fare rumore, ma riescono a cambiarti dentro per sempre.
Sirio è stato questo: una piccola stella arrivata in un momento buio, capace di illuminare ciò che dentro di me avevo smesso di vedere.





