Mattarella! Facci sognare! 

 

Il popolo favorevole all’incremento delle fonti di energia rinnovabile senza consumo di suolo, occupazione del mare,  sfiguramento dei paesaggi e sconvolgimento delle attività produttive ed economiche  dei territori geme sotto le pale eoliche e sogna un Presidente sensibile alle sue pene e alla sua istanza di rigorosa applicazione della Carta Costituzionale da parte degli organi di governo della Repubblica. 

È il racconto di un sogno intervenuto a correggere una realtà da incubo, nella quale l’energia pulita contribuisce con l’energia sporca alla distruzione della vita mentre i custodi della Costituzione, invece di difenderne il disegno di redistribuzione della ricchezza, tutela dei beni comuni e democratizzazione dell’energia , sono immobilizzati e accalappiati dell’ideologia più in voga, che santifica l’economia energivora, la competitività e la crescita. Un mondo alla rovescia, che il sogno rimette in ordine senza cadere nella trappola della valvola di sfogo in funzione compensativa. La narrazione è condotta in modo così sottile e carico di tensione da alimentare piuttosto l’indignazione, il bisogno di giustizia e la richiesta di mettere la parola fine sul tradimento della Costituzione perpetrato dai politici di mestiere. 

Ascoltatelo con calma e curiosità, riesumando abitudini umane antiche ma travolte dalle contemporanee comunicazioni rapide e ossessive, prevalentemente visive a scapito del gusto, dell’arte e della musica delle parole, dei voli della fantasia nella libertà della fruizione: così fischieranno ulteriormente le orecchie al Presidente Mattarella, criticato e provocato da un onirico e paradigmatico rappresentante dell’espressività comico-civile di stampo toscano. Magari è questa la chiave per indurre le  stesse orecchie presidenziali a orientarsi nella direzione di chi chiede da anni al loro augusto proprietario di levare la sua voce contro l’energia rinnovabile stragista, che sta aggravando il problema climatico e irridendo al contempo gli articoli 9, 41 e 43 della Costituzione Repubblicana (per tacer degli altri).

Il racconto si intitola Mattarella! Facci sognare! e rappresenta una novità artistico/artigianale imperdibile e di taglio politico: tragica e speranzosa, amara e divertente, coraggiosa,  originale, capace di provocare una scossa a un ” mostro sacro” dell’immaginario nazionale e a chi siede nelle aule parlamentari  e sulle poltrone di Palazzo Chigi dopo aver  spergiurato sulla Costituzione. La parola altissima del giullare, voce di un popolo ideale irriverente e diretto, castigat ridendo mores e si manifesta mentre la gente impegnata nella difesa del territorio in Calabria si prepara all’iniziativa organizzata il 2 agosto nel comune di San Vito sullo Jonio. “Una bella gita al Lago Acero”, oasi di pace e di benessere : peccato sia minacciata dalle truppe eoliche in assetto di guerra al soldo del fondo di investimento statunitense Jp Morgan. Ma la Sovranità appartiene al popolo, non ad arroganti padroni lontani,  e con una grande partecipazione il sogno si farà realtà. 

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L’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale  ( ISPRA) , con il suoi studi e i suoi rapporti periodici, offre alla pubblica amministrazione le indicazioni giuste per operare in maniera conforme all’interesse generale quando gli interventi e i programmi riguardano il territorio e l’ambiente.  Si potrebbe produrre energia rinnovabile oltre il fabbisogno – certifica l’ ISPRA – senza torcere un filo d’erba al territorio;  sono però in voga da decenni, in nome dell’energia pulita, massacri di boschi, crinali, terreni agricoli, suoli naturali, luoghi sacri e archeologici, itinerari escursionistici, mari e paesaggi.  I progetti vandalici e mastodontici convengono al settore energetico e ad altri ambiti dell’economia da tempo specializzati nell’accaparramento del denaro pubblico ( come quello gestito dalla lobby del cemento e del movimento terra ). Un disastro nazionale, una strage continua che pregiudica la vivibilità di ogni luogo e ne preclude la rigenerazione congegnata dal regolamento europeo Nature restoration law,  snaturando  la stessa energia , declassata da servizio pubblico essenziale di  appartenenza collettiva ( vedi articolo 43 della Costituzione)  ad affare privato garantito da copiose elargizioni di soldi dei cittadini. 

Chi ha auspicato l’avvento delle rinnovabili e l’abbandono delle fonti fossili si sente beffato: siamo ancora fritti in padella da petrolio e gas e , al contempo, è  sempre più rovente la brace delle pale eoliche senza vento che le giustifichi e dei pannelli sulla terra. Siamo pervenuti all’addizione, non alla sostituzione, e continuiamo a procedere in rotta di collisione con i limiti biofisici del Pianeta. Non basta un ritocco energetico, più declamato che reale, è necessaria una nuova società ecocompatibile,  fondata sulla giustizia e non sulla prevaricazione economica. Insomma in Italia dobbiamo cominciare ad applicare finalmente la Costituzione Repubblicana,  così anche gli impianti per la produzione di energia pulita saranno beni comuni funzionali alla tutela della persona umana nel suo contesto socio- ambientale e non più uno strumento per assicurare a pochi immorali guadagni.

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Racconto del sogno: Valentino Santagàti;

Attore toscano: Giovanni Bartolomei;

Presidente della Repubblica: Tonino D’Agostino ;

Montaggio audio: Piero Crucitti         ; 

Montaggio immagini: Felice D’Agostino.  

Fotografie e video: Ernesto  Sestito e Oreste Montebello 

 

 

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