kalabria coast to coast

Sulle spiagge di Soverato, nel cuore delle lettere che compongono il nome della cittadina, c’è una leggera brezza. È fresca ed è frizzante come questo gruppo di appassionati di camminata e non solo che stanno partendo per un’avventura che ha dell’unico. Lo ha di sicuro come esperienza personale. In quella brezza che sposta i capelli, c’è l’emozione dell’inizio dell’esperienza. I nostri volti hanno il sorriso impresso e le nostre aspettative saranno di sicuro ripagate.

Ci abbiamo pensato tanto prima di affrontarlo. Un cammino non è facile e non è da considerare con superficialità perché mette alla prova la nostra resistenza fisica ed il nostro modo di vedere il mondo. Affrontare questo percorso di 55 Km, con tre tappe e tre giorni di cammino – 3, 4 e 5 ottobre – non ha solo portato con sé lo sforzo delle ore di cammino o il desiderio della meta, ma è stato in primis un affrontare noi stessi, uno sfidare le nostre capacità. E poi fare un cammino è scegliere di vivere un momento che ti trasformi, non è attraversare i luoghi in maniera asettica e strumentale, ma è lasciarsi attraversare da quei posti che portano con sé le loro vicissitudini, le loro dinamiche ed esserne parte è il vero nodo da sciogliere per poter completare l’esperienza.

Fare il cammino è stato arrivare a Petrizzi, chiedere un panino e trovare l’ospitalità di persone, prima che di gestori di attività e servizi lungo questo bellissimo percorso.

È arrivare a San Vito dove ti viene la nostalgia di casa e vuoi essere fortemente lì e fortemente a casa, hai voglia delle tue cose e di scoprirne di nuove perché il posto nuovo ti mette nella prospettiva di conoscere il te stesso in un altro luogo che è un te stesso diverso da quello che ogni giorno a casa sua dipana tutte le questioni della sua esistenza.

È una sospensione che fa bene all’animo.

Come fa bene all’animo la delicatezza di Nicola, gestore a San Vito di una delle tante case accoglienza nate per favorire i viaggiatori, che alla sera ti fa trovare la casa calda ed al mattino ti prepara i panini con le conserve di casa sua. Ed allora nel panino mangiato nella splendido passaggio nel parco regionale delle Serre c’è l’essenziale companatico della vita, il favorire l’altro attraverso una cortesia, una gentilezza.

Ed allora arrivare a Monterosso Calabro e trovare tre anziane sedute fuori che ci accolgono dando il loro saluto di benessere e salute non è solo ricevere un’accoglienza ma è condividere un’esperienza, è raccontare come eravamo e dove ci dirigiamo, è comprendere come nelle parole sagge di una persona più adulta si possa celare il segreto dei nostri paesi delle aree interne. Siamo in un punto sperduto del mondo come ce ne sono miliardi in tutto il pianeta, ma costruiamo il nostro presente e nei nostri passi si incarna uno spirito che diventa attivo e si fa proposito. E quindi arrivare lì non è fare un’altra tappa che è partita da San Vito sullo Ionio, ma è comprendere che finché ci sarà qualcuno ad aspettare il viaggio avrà pieno significato e forza.

Perché non è il viaggio di Giovanni, né quello di Maria Assunta e nemmeno quello di Ulisse… 

È il viaggio di tutti. È il nostos dell’antropos che segna le trame della vita dell’uomo prima della sua stessa esistenza. Ed è quel viaggio che ci porta all’oikos solo dopo essere stati raminghi, perché ci dà modo di comprendere che la conoscenza di sé stessi passa attraverso le storie degli altri, si interseca nella sofferenza di un altro uomo, si intreccia nell’amicizia con un altro essere umano, si arricchisce di parole che scrivono e riscrivono le storie degli uomini.

Il Kalabria coast to coast è la “traversata” del punto più stretto della Calabria – da Soverato a Pizzo Calabro – una commistione di paesaggi, emozioni e sensazioni. E dal punto più stretto della Calabria che arriva la più ampia delle visioni, la più dilatata concentrazione di sentimenti, perché il viaggiatore anche per le persone del luogo ha un fascino che dipana le secrete vie del loro intimo quindi anche chi accoglie viaggia, perché cammina stando fermo nella condizione contrapposta dell’altro. Più condivisione di così? 

Non è stato solo strada o bosco o panorami mozzafiato, il cammino è fantasia, creatività, esperienza e poesia. Ed è unione e collaborazione. È un’esperienza che ritorna ogni volta che soffia il vento, ogni volta che cade una foglia, ed ogni mattino, quando il sole risorge a riscaldare la terra piena di passi dei viandanti che partono da Soverato e si dirigono a Pizzo Calabro tra le vie tortuose della nostra meravigliosa Calabria. 

 

Maria Assunta Albi e Giovanni Vizza – il Barattolo eCotronei

da: Cotroneinforma n. 152/2025

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.