- Nel mezzo del percorso che attraversa le Serre calabresi, capace di richiamare migliaia di visitatori, si punta a realizzare un impianto devastante, un monumento allo spopolamento e alla barbarie tecnologica di una finta economia verde. Ma sindaci e associazioni sono sul piede di guerra
L’Italia è un Paese ricco di paesaggi celebrati nel mondo per la loro bellezza e povero di vento utile alla produzione di energia eolica. E infatti gli aerogeneratori avanzano a detrimento dei paesaggi, della ricchezza degli italiani e della loro Costituzione Repubblicana solo perché il settore energetico può contare su spropositati incentivi prelevati direttamente dalle tasche dei cittadini. Alle nostre latitudini nessuna persona savia investirebbe in questi affari soldi di tasca propria, dato che impiantando le pale ci rimetterebbe le penne. Per questo l’eolico in Italia è una bestemmia in chiesa, una celebrazione di culti eretici e autolesionisti gestita da santoni che ci sospingono al suicidio collettivo.
Tra costoro bisogna annoverare la società “Parco eolico San Vito s. r. l.”, una delle tante svolazzanti entità costituite con risibile capitale per coprire e servire l’accaparramento di soldi pubblici da parte di grosse compagnie del settore energetico e di holding finanziarie internazionali. Questa testa d’ariete di interessi extraterritoriali pretende di smantellare l’economia locale connessa al trekking “Coast to coast”, che fa vivere e lavorare decine di famiglie con la bellezza, la storia e la spiritualità sedimentate nei paesaggi della montagna e della collina. Proprio nel mezzo di questo cammino, capace di richiamare ogni anno migliaia di visitatori, i sacerdoti del culto eolico vorrebbero piazzare un impianto devastante, un monumento allo spopolamento e alla barbarie tecnologica di una finta economia verde.
Ma le Serre Calabresi hanno ormai capito che la loro unica speranza di futuro risiede nella tutela dell’ambiente rurale e montano rimasto immune dagli attacchi distruttivi degli ultimi decenni e difenderanno il cammino “Coast to coast” contro questa ennesima programmata distruzione. Per la “Parco eolico San Vito s.r.l.”, e per i suoi padroni lontani, ci sarà filo serrese da torcere, oppure, per dirla nel gergo di questi cacciatori/raccoglitori di denaro pubblico, una matassa di esternalità negative da sbrogliare.
Se invece si comincerà a fare energia rinnovabile come consiglia l’ ISPRA, utilizzando in maniera capillare le superfici già consumate per impiantare pannelli fotovoltaici in armonia con i territori e i loro metabolismi, se si finanzieranno con i soldi dei cittadini migliaia di comunità energetiche, le Serre saranno allora orgogliose di partecipare a un nuovo corso democratico ed ecologico, e di lasciarsi alle spalle l’attuale propensione vandalica dei grandi impianti, sostenuti da leggi incostituzionali e inaccettabili.
Movimento Terra e Libertà Calabria – Coordinamento Controvento


