“Charyot Kyong-rye” (saluto “attenti, saluto”)
“La persona più forte è quella che vince su se stesso più che sugli altri”
(Lao Tzu)
Il Taekwondo è un modo per elevarsi, fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Una dimensione che va ben oltre il semplice combattimento. Cinque i Principi: Cortesia, Integrità, Perseveranza, Autocontrollo, Spirito Indomito. Quest’arte è portatrice di tradizioni ancestrali dei guerrieri Hwarang (tradizione storica coreana). La parola “Hwarang” potrebbe leggersi come “uomo che fiorisce”, questa la genetica del Taekwondo. Le arti sono i nuovi semi di speranza, offrono una solida realtà perché oggi, più di ieri, occorre forgiare uomini e donne su nobili principi! Le sfide sociali che attendono le nuove generazioni sono cruciali per la sopravvivenza del singolo e della collettività. Questo tipo di palestre sono una speranza, un contraltare all’impero del consumismo e di una vita liquida senza principio alcuno, spesso propinate dalla peggiore propaganda del sistema sociale attuale che, come una matrigna della peggior specie, alleva individui fragili e sempre meno ancorati a valori importanti. Il nostro quotidiano è il nuovo campo di battaglia, anche se lontano dal clangore delle antiche spade e delle morti eroiche di uomini indomiti. Quest’arte può forgiare guerrieri di luce, cambiano i campi di battaglia quindi, ma le tradizioni ancestrali e i principi del Taekwondo possono guidarci con mano ferma verso un futuro migliore, di individui migliori.
Se conosci il tuo nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia. (Cit. Sun Tzu). Viviamo in piena decadenza spirituale, i numeri lo svelano, siamo un popolo che legge poco, consuma troppo, e ci si anestetizza nel virtuale con contenuti social scadenti che abbassano il livello intellettivo dell’individuo. Abbiamo bisogno di un ritorno delle culture marziali, di lettura e comprensione profonda della filosofia ad esse collegate.
Grassi Dario Vincenzo e Brugnano Alessia
Il Taekwondo visto da un genitore
Un amico mi ha chiesto “Perché continui a pagare così tanti soldi per far fare Taekwondo ai tuoi figli?”
Beh, devo confessarvi che io non pago per far fare taekwondo ai miei figli; personalmente non può importarmi di meno del taekwondo.
Quindi se non sto pagando per il taekwondo per cosa sto pagando?
* Pago per quei momenti in cui i miei figli son così stanchi che vorrebbero smettere ma non lo fanno
* Pago per quei giorni in cui i miei figli tornano a casa da scuola troppo stanchi per andare in palestra ma ci vanno lo stesso
* Pago perché i miei figli imparino la disciplina
* Pago perché i miei figli imparino ad aver cura del proprio corpo
* Pago perché i miei figli imparino a lavorare con gli altri e a essere buoni compagni di squadra
* Pago perché i miei figli imparino a gestire la delusione quando non ottengono la cintura che speravano di avere ma devono ancora lavorare duramente
* Pago perché i miei figli imparino a crearsi degli obiettivi e a raggiungerli
* Pago perché i miei figli imparino che ci vogliono ore ed ore ed ore di duro lavoro e allenamento per creare una cintura nera, e che il successo non arriva da un giorno all’altro.
* Pago per l’opportunità che hanno e avranno i miei figli, di fare amicizie che durino una vita intera
* Pago perché i miei figli possano stare su un tatami anziché davanti a uno schermo.
Potrei andare avanti ancora ma, per farla breve, io non pago per il taekwondo; pago per le opportunità che il taekwondo da ai miei figli di sviluppare qualità che serviranno loro per tutta la vita e per dar loro l’opportunità di far del bene alla vita degli altri.
E da quello che ho visto finora penso che sia un buon investimento.
Maestro Angelo Grasso V^ DAN di TAEKWON-DO I.T.F.

